La Vite che dà Vita

“Ma che lungo viaggio che ci aspetta” ha esclamato Pino quando ha avuto la conferma della data di partenza “posso fidarmi ad andare via con due donne!?”. E così sorridendo gli abbiamo risposto, “per vedere le bellezze del mondo caro Pino a volte, bisogna spostarsi un po’ più in là”. L’emozione della partenza.

E quel “” dove ci hanno accolti, è stato in Toscana in un Borgo magico a quattro passi da Siena: Borgo San Felice. Un’ esperienza unica, un viaggio, un incontro, per Lory, Pino ed Elena .

   

Quattro giorni di esplorazione nelle colline senesi: abbiamo conosciuto da subito la realtà di un orto gestito nel borgo da operatori e ragazzi speciali. I nostri amici Piergiorgio, Antonio, Daniele,  Andrea, Simone, contadini della terra, esperti di vita.

Dal risveglio muscolare della mattina, a ritmo di sorrisi e allegria, al rientro in albergo la sera stanchi, ma con gli occhi pieni di cose viste e SGUARDI incrociati.

Ecco che in qualche ora siamo diventati una grande famiglia, che viaggiava, scrutava: una visita guidata tra le bellezze di Siena, alla scoperta dei segreti più segreti, un viaggio in carrozza per AMMIRARE, PORTE che si aprivano prima su grandi cantine, e poi che spalancavano ingressi di stanze reali di un castello secolare. Abbiamo pigiato l’uva e raccolto olive con fatica, ma accompagnati da MUSICA popolare. Un pianoforte e un maestro ci hanno regalato momenti fuori dal tempo. Abbiamo abbracciato la terra, nel vero senso della parola. E poi il momento del pranzo e della cena, dove ci si conosceva, si CONDIVIDEvano i frutti della terra.

    

Le VITI che abbiamo accarezzato e potato, compagne di una mattina di raccolta di uva, ci hanno insegnato VITA: l’incontro tra il panorama stupendo e mozzafiato dei tramonti toscani, e quello dei nuovi amici che avevamo accanto. Quello di oggi non è solo un racconto, ma un’emozione, perché è così, le parole perdono forza, diventano EMOZIONI, quando di mezzo ci si mettono gli abbracci.

L’ultima sera ognuno ha potuto mettere in scena un po’ di sé e l’aria della stanza si è riempita di musica, canti, poesie e un velo di malinconia. Da un sogno così non ci si vorrebbe mai svegliare, è dura dover pensare di dover salutare così tanti amici.

     

Un incontro pensato nei minimi dettagli dalla Fondazione Allianz UMANAMENTE che porta avanti questo progetto da molti anni: un esempio di volontariato aziendale che coinvolge sei enti estratti da tutta Italia e altrettanti dipendenti di Allianz Italia come volontari. Ma ciò che abbiamo vissuto è stato molto di più.